E' uno degli argomenti dei quali si sente parlare ad ogni convegno sulla sicurezza sul lavoro, ma rimane ancora un oggetto misterioso per due motivi: non si sa cosa insegnare e non se ne valuta l'efficacia.
La prima osservazione può apparire paradossale ma facciamoci questa domanda: perchè si fanno i corsi sulla sicurezza? Che pro ne ha l'azienda? Al di là di tutti i discorsi di facciata, il 99% delle persone lo vede come un obbligo di legge, il che consente all'azienda di ridurre certamente il rischio di incorrere in sanzioni ma non il rischio di infortuni, che invece è il fine ultimo della normativa. In questo'ottica - punitiva - è completamente assente uno degli elementi cardine del sistema sicurezza, e cioè l'idea di miglioramento. Pur producendo ed avendo prodotto risultati considerevoli in termini di statistiche generali – il solo parlare di una data problematica determina una positiva modifica dell’atteggiamento verso la stessa – tale approccio alla formazione è poco efficiente in quanto il rapporto costi benefici è molto limitato rispetto a quello che si potrebbe ottenere con una formazione impostata nell'ottica corretta e cioè come strumento per la modifica dei comportamenti. Ciò implica una prima importante conseguenza operativa: la necessità di un monitoraggio dei comportamenti. Ecco che la formazione, intesa in senso stretto come pura attività di docenza, non può sussistere da sola, ma deve comprendere la rilevazione e l’analisi dei comportamenti e delle situazioni.
Al riguardo, avendo partecipato come docente a molti corsi per Datore di lavoro RSPP, comprendo la difficoltà di attuare quanto prescritto dalle norme, ma a questo occorre rispondere con un approccio progressivo e adatto alla dimensione dell'impresa: il problema è che tra il non fare niente ed il fare tutto c’è una via di mezzo che, se praticata, già di per sé dimostra che il datore di lavoro prende in considerazione la sicurezza. Faccio un esempio: ad uno di questi corsi per un gruppo di titolari di micro aziende, mi è stata fatta la seguente domanda: ma come faccio io a fare dei sopralluoghi presso tutte le aziende dove consegnano gli autisti? Io di rimando gli chiedo: quanti sopralluoghi per la sicurezza ha fatto nella sua vita? Risposta: nemmeno uno. Ecco qui sta il punto: tra visitare tutti i cantieri e non visitarne nessuno c’è un mare, che può essere riempito con azioni che piano piano portino ad un miglioramento complessivo della sicurezza.
In questo senso il monitoraggio dei comportamenti, che analizzerò in un altro post, può essere effettuato anche in piccole aziende
L'aspetto negativo di tutto ciò è che il venditore della sicurezza non fa più il venditore di pacchetti sicurezza ma fa il consulente - seguendo con continuità l'azienda.
Ecco dunque che tramite il monitoraggio si ottiene sia la comprensione delle problemaiche sicurezza (quanti amministratori conoscono effettiveamente i rischi aziendali?) e dunque degli argomenti da trattare nella formazione, sia la valutazione ex post della formazione effettuata (ci sono state delle modifiche nei comportamenti riscontrati?)